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Descrizione Percorso

Il percorso par te dalla visita del Santuario della Madonna del Sangue a Re, si porta poi all'altezza della "Trattoria Svizzera" punto in cui parte il sentiero della Via Crucis che conduce fino a Villette (uno splendido villaggio ricco di curiosità ed esposto a solatio), dove troviamo, a lato del torrente, nel punto di inizio del selciato che sale verso il Museo Cà di feman, la cappella del Riale.
Attraversato Villette in direzione ovest, si prenda la strada che accosta la chiesa di San artolomeo (interessanti gli affreschi con gli stemmi vescovili e l'insegna lapidea con incudine e martello, simboli della potente famiglia Ferrari) e le scuole del paese, per poi uscire dal paese e raggiungere con bell'agio la strada principale. Sul breve tratto di statale lungo cui si cammina prima di riprendere la mulattiera che sale sul versante, si passa davanti al bell'Oratorio della Madonna del Gabbio per la cui descrizione rinviamo alla lettura del dépliant su Giuseppe Mattia Borgnis.
Superato l'oratorio, si addocchi la scalinata che sale sulla destra poco prima del ponte: essa si apre subito ad un sentiero che, andando verso ovest, giunge all'abitato di Zornasco, attraverso prati e pascoli (interessante la piccola cappella dedicata alla Madonna di Lourdes) e da cui si può osservare l'incontro dei fiumi Melezzo, Loana e Isornino.
A Zornasco, si segua la guida del campanile per raggiungere la chiesa di San Bernardo da Mentone con la bella Via Crucis. Proseguendo sempre verso occidente e superato il ponte alto sull'Isornino appena fuori dall'abitato di Zornasco, si prenda la stradina che sale con una curva a gomito sulla destra per raggiungere la mulattiera che poco sopra porta a Craveggia: l'ameno tragitto si snoda dentro il bosco su una strada in pietra pressochè intatta; si giunge così all'Oratorio del Piaggio e alle Cappelle della Via Crucis, poste lungo una comoda mulattiera.


Santuario della Madonna del Sangue

Re è il centro devozionale della Valle Vigezzo, meta di pellegrinaggi nell'arco di tutto l'anno.
Il Santuario ad orientamento nordsud che domina l'abitato, terminato a metà del XX° secolo, interseca la precedente chiesa di Re, ad orientamento est-ovest, dedicata a San Maurizio. Il colossale edificio in pietra locale che costituisce il Santuario, ha un aspetto bizantineggiante suggerito dai grossi cupoloni, decisamente eccentrici all'interno del panorama architettonico vigezzino.

La mole imponente dell'edificio ecclesiastico è sottolineata da tre grandi portali posti a sud, arricchiti da altorilievi che rappresentano la Vita della Vergine e la Storia del miracolo del Sangue: essi sono opera di Luigi Fornara e di Luigi Teruggi.
L'interno è suddiviso da due ordini di gigantesche colonne su cui sono applicate delle formelle in smalto su rame raffiguranti la Via Crucis. Le vetrate presentano un preciso disegno teologico reso con uno stile astratto e da colori intensissimi. La chiesa secentesca presenta, nel portico che protegge l'ingresso, due preziosi affreschi di Lorenzo Peretti (1774-1851), rappresentanti San Giorgio e San Maurizio.
L'interno, ad una sola navata, ha un bellissimo pavimento in laugèra e marmo bianco di Scaredi.
L'altare barocco in marmo policromo fa da cornice all'arcaica immagine della Madonna un tempo sita sulla facciata della Chiesa e conserva, nella parte posteriore, il reliquiario con il sangue della Vergine colpita dal sasso (vedi descrizione d'introduzione).


Cappella della Madonna del Riale

Essa è posta proprio accanto al passaggio d'acqua, con evidente funzione apotropaica.
La cappella, datata 1737, risulta composta di due parti: l'edicola vera e propria, precedente, e il protiro, costruito a posteriori, retto da due colonnine e protetto da un cancello.
Essa è stata restaurata nel 1964. Gli affreschi, opera del pittore Giuseppe Mattia Borgnis, raffigurano, in fronte, la Vergine Immacolata circondata da putti e arricchita da una corona e, a sinistra, S. Giovanni Battista con le sue insegne.
A destra, l'affresco è stato completamente rovinato dall'umidità. La presenza dell'altare all'interno della piccola struttura, suggerisce un utilizzo della cappella come luogo di svolgimento delle funzioni.


La chiesa di San Bernardo da Mentone e la Via Crucis di Zornasco

Intorno alla chiesa di Zornasco dedicata a San Bernardo da Mentone si sviluppa una suggestiva Via Crucis formata da nicchie votive poste lungo il piazzale una vicina all'altra (sedici in tutto).
Alcune di esse, sono state restaurate grazie ad una colletta. La terza e la quarta cappella sono state affrescate da Lorenzo Peretti (1774-1851).
L'attuale chiesa, ad una sola navata, ottenne la separazione dalla parrocchia di Malesco nel 1662 a causa principalmente del fatto che la mancanza di buoni collegamenti nei periodi di piena del fiume Melezzo impediva al parroco di raggiungere Zornasco per somministrare i Sacramenti ai malati.
Si segnalano, all'interno dell'edificio religioso: il paliotto di "San Pietro che piange in prigione" di Giacomo Rossetti; la statua della Madonna Addolorata (1848), proveniente da Vienna e donata dall'emigrante Pietro De Zanna, fumista, inventore del calorifero ad aria calda; la Madonna Addolorata in cera, XVII secolo, conservata in una nicchia protetta all'interno della sacrestia.
Quest'ultima, si trova sul perimetro corrispondente al primigenio oratorio del 1457.


L'Oratorio della Madonna del Piaggio e le cappelle

L'oratorio della Madonna del Piaggio, costruito nel 1646 come suggerisce la lapide incisa inserita nel muro di facciata, occupa una felice posizione dominante su di un poggio a sud dell'abitato di Craveggia.
Purtroppo, per ragioni di sicurezza, l'edificio apre solo in particolari occasioni, per cui non è facile poterlo visitare. Nel 1670, il pittore craveggese Carlo Mellerio realizzò la pala d'altare in cui rappresentò due donne intente al primo lavacro della Vergine, sotto la guida dei Santi Anna e Gioachino.
L'architrave del transetto, in legno dorato, con il Cristo e due angeli, è opera dello scultore Carlo Antonio Fiora di Crana. Anche il pittore Giuseppe Mattia Borgnis, insieme con Andrea Dell'Angelo, nel 1727 lavorò in questo oratorio, affrescando la volta del presbiterio con la Beata Vergine Immacolata e i medaglioni delle Virtù Cardinali.
Da questo edificio si stacca il sentiero che porta sul percorso della Via Crucis, composta da maestose edicole votive, la maggior parte delle quali versa in uno stato di degrado che richiederebbe un serio intervento. Queste stazioni furono iniziate nel 1742. Alcune di esse (VIII, IX, XIII) furono affrescate da Giuseppe Mattia Borgnis.





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